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22 gennaio 2010

Dott.ssa Evelina Flachi
Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’alimentazione, membro del comitato tecnico scientifico per il programma “Scuola e Cibo” del MIUR – Ministero della Pubblica Istruzione.

 

Cos’è il lattosio e cosa significa essere intolleranti?

Il lattosio è uno zucchero complesso (disaccaride) formato da due zuccheri semplici (monosaccaridi): il glucosio e il galattosio, che sono assorbibili dall’intestino. Si trova nel latte di mucca, di capra, di asina oltre che nei loro derivati (formaggi freschi e yogurt).
L’intolleranza è l’incapacità di scindere il lattosio in glucosio e galattosio, a causa della mancanza totale o parziale di un enzima chiamato lattasi che si trova a livello della superficie delle cellule che rivestono l’intestino tenue.
Quando l’attività enzimatica è ridotta, il lattosio non viene scomposto e viene trasportato nell’intestino crasso, dove viene fermentato dai batteri presenti in quella parte del corpo.
L’espressione e l’attività della lattasi iniziano a diminuire normalmente intorno ai due anni di vita, ma i sintomi di intolleranza raramente si sviluppano prima dei sei anni.

 

 

 

Come si capisce se un bimbo è intollerante al lattosio?

I sintomi in genere comprendono: dolori addominali con crampi, meteorismo, diarrea e, più raramente, perdita di peso e malnutrizione; solitamente compaiono poco dopo l’assunzione di alimenti contenenti lattosio.
La gravità dei sintomi dipende dalla quantità di lattosio che ogni persona riesce a tollerare. Per la diagnosi è disponibile un test chiamato “breath test al lattosio”.
È un esame molto semplice e indolore, si esegue al mattino, a digiuno, e consiste nel soffiare un palloncino e subito dopo bere una quantità di lattosio, sciolto in un bicchiere d'acqua, proporzionale al peso del bambino. In seguito, il bambino dovrà nuovamente soffiare nel palloncino ogni 30 minuti per tre ore.
Se nel respiro raccolto dopo l’assunzione di lattosio il contenuto di idrogeno, proveniente dalla fermentazione del lattosio non digerito, è superiore a quello presente nel respiro raccolto prima di aver bevuto il lattosio, vuol dire che siamo di fronte a un’intolleranza.

 

 

 

Come ci si deve comportare con un figlio intollerante al lattosio?

L’intolleranza al lattosio non provoca danni alla salute. È importante però identificare gli alimenti che possono contenere lattosio e testare qual è la soglia che scatena i sintomi. In linea generale bisogna escludere dalla dieta latte vaccino, di capra, latticini freschi, gelati, panna, dolci e biscotti contenenti latte. Bisogna ricordarsi però che il latte e i suoi derivati sono un’importante fonte di calcio nell’alimentazione dei piccoli, che dovrebbero raggiungere al meglio il picco di massa ossea per evitare futuri problemi di osteopenia od osteoporosi, e che qualora si renda necessaria una restrizione importante di latte potrebbe essere presa in considerazione un’integrazione di calcio ed eventualmente vitamina D.
Esistono in commercio particolari tipi di latte di soia o di riso che non contengono lattosio, ma i loro contenuti nutrizionali non sono sovrapponibili a quelli del latte vaccino.
È importante inoltre sapere che il lattosio è utilizzato come additivo in alcuni prodotti confezionati, come il prosciutto cotto, molti cibi precotti e alcuni pani in cassetta, pertanto è importante leggere sempre le etichette presenti sulle confezioni degli alimenti.

 

 

a cura di Roberta Camisasca
22 gennaio 2010

 

     
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