Quante donne siamo
Si cresce sognando questa fase della vita con tutte le aspettative e le speranze del mondo. Si immagina tutto nei minimi dettagli, corpo cambiato, casa nuova e spaziosa, marito affettuoso e presente, giornate all'insegna dell'impegno e della felicit�, una cucina calda e piena di profumi e giochi.
Ci si costruisce un ideale del futuro in cui far rientrare un po' tutte le possibilit�, "incerto ma sotto controllo", "misterioso ma programmato".
Non avevamo fatto bene i conti, e tutt'a un tratto eccoci catapultate in una realt� che qualche anno fa ci sembrava lontanissima, ma ora fa parte del nostro immediato domani.
Oggi la vita ci impone di essere molte donne al tempo stesso e di ricoprire molti ruoli partecipando al gioco e mischiando le carte il pi� spesso possibile.
La donna � pi� cosciente e consapevole, sa creare una graduatoria di tappe, sa dare le priorit� in base a necessit� ed eventi, ma rimane sempre spiazzata di fronte all'"essere madre". Portare in grembo una creatura per nove lunghi mesi non fa che accrescere aspettative e seminare sogni, ma nessuno sa con precisione e anticipo cosa significhi davvero la maternit� e quali e quanti siano i mutamenti che ne conseguono.
Solo la natura, l'istinto e l'innato amore possono guidare una donna giorno dopo giorno donandole sicurezza e arricchendola di esperienza.
L'istinto che ci contraddistingue ci spinge a fare il pi� possibile, a lavorare con costanza seguendo casa, figli, marito, professione, amicizie: vogliamo vestire i panni della brava casalinga, dell'ottima madre, della moglie premurosa, della lavoratrice instancabile e dell'amica modello, ma l'elenco sarebbe infinito.
Quando si matura e la vita ci pone di fronte alle sue mille difficolt� e gioie spesso cerchiamo di mostrare il nostro lato combattivo ed esigiamo da noi stesse di ricoprire ogni ruolo, in qualunque momento e con la massima efficienza, vogliamo essere tutto quanto insieme, vogliamo sentirci orgogliose di noi stesse.
È davvero importante cercare di farcela con le proprie forze ed � anche naturale desiderare una situazione idilliaca in ogni campo, ma i risultati migliori si ottengono con la pazienza e la costanza: rispettare noi stesse e gli altri significa anche saper chiedere aiuto, riconoscere che in alcuni momenti non � possibile soddisfare ci� che ci eravamo prefissate.
In moltissimi casi questa difficolt� di comunicazione prende il nome di depressione e si insinua nella quotidianit� con una forza a dir poco incredibile rendendo tutto pi� cupo e faticoso.
La donna viene accompagnata per tutto il cammino della gravidanza con la presenza di corsi, incontri, discussioni e visite, ma una volta avvenuto il parto viene praticamente lasciata sola, in balia di ritmi frenetici dettati dai bisogni primari del nuovo nato.
In Inghilterra per esempio � davvero alta la percentuale di gruppi di incontro per neo mamme in cui una figura �esperta� crea situazioni di dialogo, svago o studio richiedendo addirittura la presenza dei piccoli in ogni momento, con un duplice scopo. Da un lato si permette alla donna di svolgere attivit� esterne all�ambiente casalingo conoscendo e frequentando nuove persone con cui interagire attraverso esperienze e progetti, dall�altro si favorisce il rafforzamento di quel meraviglioso e gi� fortissimo legame madre- figlio grazie alla condivisione di momenti piacevoli e nuovi per entrambi.
Sarebbe molto importante che anche in Italia si sviluppasse la sensibilit� rivolta al periodo post parto: sono tantissime le iniziative che si potrebbero concretizzare per dar vita a situazioni di incontro e aiuto riducendo probabilmente la percentuale di donne spaventate dalla maternit�.
�Siamo tante donne allo stesso tempo�, il segreto del successo sta nel farle convivere con serenit� e coraggio.
A cura di
Dottoressa Maria Chiara Salvatico -
Pedagogista
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