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I farmaci

 

Uno dei problemi che più angoscia le donne riguarda l'assunzione accidentale di farmaci dopo il concepimento o la necessità di terapie mediche nel corso della gravidanza. Spesso la risposta da parte dei medici di base e, anche, da parte degli specialisti è molto approssimativa; si va da proibizioni restrittive di farmaci che potrebbero essere tranquillamente assunti a facili auto-prescrizioni.

La donna può trovarsi in una di queste situazioni:

  • Donna in età fertile che non ha programmato la gravidanza:
    dato che circa il 40% delle gravidanze insorge senza programmazione, è opportuno utilizzare un farmaco solo se strettamente necessario. Se il principio attivo è sicuramente dannoso per il feto, è opportuno escludere la gravidanza prima di iniziare la terapia (per es: i retinoidi per l'acne cistica, la warfarina come anticoagulante, l'acido valproico per l'epilessia).

  • Donna che ha programmato la gravidanza:
    È buona norma utilizzare un farmaco, solo se strettamente necessario e di provata efficacia. Il prodotto va sospeso, se rischioso per il feto, appena si diagnostica lo stato di gravidanza. Quando, invece, è necessario continuare la terapia (per es. nel caso di epilessia o ipertiroidismo) va scelto il farmaco meno rischioso. Ricordiamo che per alcuni farmaci è consigliabile un periodo di sospensione variabile da un mese fino a un anno (per es. i retinoidi per l'acne cistica).

  • Donna in gravidanza che necessita di terapia farmacologica:
    vanno evitati tutti i farmaci per i quali non è stata dimostrata una reale efficacia. Particolare attenzione va posta per i farmaci di nuova immissione, in quanto non esistono studi sufficienti che comprovino la loro innocuità.

  • Gestante che ha assunto un farmaco nelle prime settimane di gravidanza:
    Anche se nella maggior parte dei casi è difficile dare una risposta, ricordiamo che vanno valutati con precisione: il periodo di assunzione del prodotto in relazione al concepimento, il tempo di esposizione e il dosaggio. Pochi sono, comunque i farmaci con sicuro effetto teratogeno e che aumentano, cioè, il rischio di indurre malformazioni embrio-fetali.

  • La prevenzione farmacologica per le donne che programmano la gravidanza:

    1. Per diminuire il rischio di difetti di chiusura del tubo neurale, quali la spina bifida, è consigliabile somministrare acido folico (vitamina B9) a tutte le donne che hanno in programma una gravidanza e continuare questa terapia nel periodo embriologico. A tal fine può essere anche utile l'assunzione, da un mese prima del concepimento fino alla fine della 10^ settimana, di alimenti ad alto contenuto di vitamina B9. L'acido folico è contenuto in alcune verdure (asparagi, cavolo, lattuga, spinaci e pomodori), frutta (arance e datteri) e nella farina.

    2. Per le donne epilettiche è consigliabile, ove possibile, sospendere la terapia o utilizzare il fenobarbital, il principio con minor rischio teratogeno. È opportuno integrare l'acido folico e altre vitamine del gruppo B.

    3. Le donne con ipotiroidismo conclamato devono assumere la tiroxina o incrementare il dosaggio durante la gravidanza.

Prima di rivolgervi allo specialista o di telefonare a uno dei centri di informazione, dovete prendere appunti precisi sui seguenti argomenti:

  • Qual è il principio attivo del farmaco assunto?

  • In quale periodo è avvenuta l'esposizione al farmaco?
    Per comprendere meglio questo punto, vi ricordiamo che si definiscono tre periodi della "vita prenatale"

    1. Periodo pre-embrionale o fase blastemica: dal 14º giorno (momento del concepimento) fino al 32º giorno dall'ultima mestruazione. In questa fase qualsiasi agente teratogeno ha un effetto "tutto o nulla" e, cioè o determina un aborto spontaneo precoce o non causa danni.

    2. Periodo embrionale: dal 33º giorno fino al 70º giorno (10ª settimana). Questo è il periodo di maggior rischio, in quanto i farmaci teratogeni possono indurre malformazioni sugli organi in via di formazione.

    3. Periodo fetale: dal 71º giorno al parto. In questa fase la maggior parte dei farmaci non determina danni, oppure provoca effetti collaterali transitori, come nel neonato o nell'adulto.

  • Qual è stato il dosaggio?

  • Per quanto tempo l'avete assunto?

  • La data dell'ultima mestruazione

  • Dati relativi alle caratteristiche del ciclo mestruale

  • La data di positività del test di gravidanza

  • Il risultato di un'eventuale ecografia eseguita

 

Fonte bibliografia
Massimo Pagano e Pierpaolo Mastroiacovo in "La prescrizione dei farmaci in gravidanza" - Mc Graw Hill Libri Italia Srl - 1988 - 1997


     
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