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Dopo un parto per via vaginale in ospedale, resterete per circa un paio d'ore in osservazione in prossimità della sala parto distese su un lettino. Si tratta di una misura precauzionale: è soprattutto in questo lasso di tempo che possono verificarsi eventuali complicanze. Se il bambino non ha problemi ve lo lasceranno vicino, e insieme a voi potrà stare anche il papà e potranno venire a salutarvi per qualche minuto anche gli altri familiari.

Le prime ore di vita del piccolo sono le più gratificantI per iniziare a instaurare un rapporto con lui, per dare il via al vostro legame affettivo (vedi paragrafo successivo).
Già in queste prime ore potete cominciare ad attaccare il bambino al seno, perché la suzione favorisce la montata lattea. Non appena avrete preso in braccio il bambino, avvicinatelo al seno e sfiorategli la guancia con il capezzolo: si girerà istintivamente per afferrarlo. Se si mostrasse pigro o riluttante fategli cadere qualche goccia di colostro sulle labbraper indurlo a succhiare. Il vostro compagno potrà eventualmente aiutarvi reggendo la testa del bambino per fare sì che voi troviate la posizione più comoda e naturale per allattarlo.

Il personale, intanto, registra la nascita chiedendovi i dati anagrafici e il nome che volete dare al bambino. Attenzione se siete ancora indecisi, questa è l'ultima occasione che avete di cambiare il nome del vostro piccolo! Al neonato viene applicato un braccialetto su cui sono indicati il nome, il numero del parto e la data di nascita. Prima di lasciare l’ospedale per tornare a casa potete chiedere di averlo: quando il bambino sarà cresciuto, proverete una grande tenerezza nel vedere com’era piccolo il suo polso.

Se state consultando questo argomento prima del parto e non avete ancora deciso il nome oppure volete sapere qualcosa in merito a quello che avete scelto, potete consultare il nostro database sui nomi che vi fornirà notizie circa l'etimologia, la data dell'onomastico e altre curiosità.

Questo periodo di osservazione serve soprattutto a controllare che temperatura, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e la perdita di sangue siano nei limiti normali. Dopo circa un paio d'ore arriverà l'ostetrica, che esaminerà la quantità della perdita e con discreta energia vi schiaccerà il basso ventre per valutare la perdita di sangue e controllare se l'utero è contratto. Se va tutto bene, a questo punto vi porteranno nella vostra camera dove ricevere alcune indicazioni pratiche: quando e come alzarvi, gli orari delle poppate etc. Se ve la sentite potete alzarvi anche subito per andare in bagno e lavarvi: la prima volta fatelo lentamente e in presenza di qualcun altro che possa sostenervi nel caso abbiate un abbassamento di pressione. Se avete fame o sete, potete mangiare e bere anche subito qualcosa di leggero. Cercate di farvi una bella dormita e svegliatevi dopo qualche ora. Dovete smaltire la tensione del parto.

Aspetti emotivi

Per quanto ci si prepari non si è mai veramente pronte all’ondata di memorabili emozioni che assale alla nascita di un bambino e agli improvvisi sbalzi di umore che la accompagnano. Momenti in cui la mamma è al settimo cielo si alternano spesso ad altri in cui la mamma scoppia in lacrime senza un vero motivo apparente: la gioia viene talvolta velata dal carico di responsabilità, l’orgoglio dalla paura di essere inadeguata. Talvolta, la donna si sente sopraffatta dagli eventi e cade in preda allo sconforto. Altre volte, soprattutto se il travaglio è stato lungo e faticoso, prova un momentaneo risentimento o un’apparente indifferenza nei confronti del bambino. Sono tutte reazioni normali. L’importante è non dimenticare mai che si è artefici di un evento eccezionale: la nascita di una nuova vita.

Il legame affettivo madre-figlio
Non è facile descrivere che cosa sia il legame affettivo madre-figlio: di sicuro è parte della conoscenza reciproca tra una mamma e il suo bambino, dall’esplorazione dei suoi sensi tramite i vostri occhi, naso, mani e, perché no, la lingua. Indubbiamente è legato all’attaccamento, al senso di protezione e del possesso. Questo attaccamento tra madre e figlio è forse il legame più forte che possa mai stabilirsi tra due esseri umani e non potrebbe essere altrimenti, poiché grazie a esso, il piccolo viene nutrito e si assicura così la sopravvivenza della razza umana.

Il rapporto tra madre e figlio si stabilisce al momento stesso della nascita. L’ideale sarebbe che la madre potesse rimanere sola con il suo bambino, sebbene, oggi, il ricovero ospedaliero renda questo momento di intimità e serenità difficile da realizzare pienamente. Sia che partoriate in ospedale che in casa fate tutto il possibile per rimanere sole con il vostro bambino e il vostro compagno in questo breve lasso di tempo.
Non vi è alcun dubbio che tutti i fattori che permettono al legame affettivo si stabilirsi (la vostra voce, il vostro odore, il tocco delle vostre mani, le carezze, le coccole) sono tutti gesti molto importanti per il vostro bambino, la lo sono altrettanto per voi. Prima toccherete vostro figlio, lo terrete tra le braccia, lo cullerete e prima termineranno le perdite ematiche, l’utero si contrarrà più rapidamente e si verificherà la montata del colostro, presto seguita da quella lattea. Diventerete, inoltre, più esperte, nel maneggiare il bambino e lo aiuterete gradualmente ad abituarsi al nuovo ambiente.
Quando madre e figlio rimangono vicini e tranquilli nella prima ora dopo la nascita e possono farlo ancora spesso nelle successive 24-48 ore, il legame che si instaura è molto più forte di quando la vicinanza e il contatto si limitano al momento dell’allattamento.

 

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