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Il parto mediante ipnosi

I primi accenni di parti in ipnosi risalgono al 1843 (Lafontaine) quando l’ipnosi, però, era ancora avvolta da un manto di “magia” e la rimozione del sintomo era il segno del potere magico dell’ipnotista.
Tra gli anni ’50 e ’60 anche in Italia venne nuovamente presa in esame la questione dell’uso dell’ipnosi e la ripresa iniziò con l’ostetricia dove l’interesse per la psicoprofilassi cercava nuovi stimoli.
Il procedimento ipnotico all’inizio venne interpretato come un semplice mezzo per attuare uno stato globale di analgesia e far partorire durante la trance ipnotica, utilizzando così l’anestesia in ipnosi al posto dell’anestesia chimica. Gradatamente si è passati dal partorire in ipnosi al partorire mediante l’ipnosi. Con lo sviluppo della tecnica ipnotica oggi l’effetto è allargato al di là della rimozione del sintomo sino a estendere la capacità del cambiamento in maniera globale, come avviene nella attuale preparazione al parto. Oltre il 90% delle persone sono ipnotizzabili, e la donna gravida ha una sensibilità di solito particolarmente accentuata. Quindi la gestante è senz’altro uno dei soggetti meglio disponibili e più ricettivi al procedimento ipnotico. Inoltre l’approfondimento della trance non è richiesto dal trattamento poiché in questo caso sarebbe limitante; si richiede invece alla paziente di collaborare attivamente alla nascita del bambino con modalità che, grazie alla preparazione, acuisce la conoscenza e il controllo del corpo piuttosto che agire sulla catalizzazione dell’attenzione verso le sensazioni dolorose.

Nella donna che partorisce il segnale di inizio di ciò che sta per avvenire è proprio il dolore. Le varie fasi del travaglio e poi del parto producono una serie di sintomi che appaiono subito evidenti e sono un rafforzamento costante del dolore e dell’ansia, un indebolimento della soglia agli stimoli nocicettivi, e un veloce ritorno ai valori di base dopo il parto. L’ansia è una turba psichica che si traduce in una sensazione di insicurezza indefinibile e il suo stato elevato contribuisce ad acuire la percezione del dolore. Sulla percezione dolorifica agirebbero due tipi di variabili: una fisiologica che inciderebbe sulla cosiddetta “soglia” del dolore e una psicologica che influirebbe sulla “tolleranza” al dolore. Influire su tale componente psicologica consente di modulare la percezione del dolore.

Con l’ipnosi si ottiene un blocco tra la comunicazione a livello cognitivo e quella a livello biochimico, producendo una modificazione o una eliminazione delle risposte comportamentali al dolore senza provocare un’alterazione delle risposte vegetative: il soggetto è in grado di percepire lo stimolo doloroso ma non ne prova sofferenza. Utilizzando la tecnica ipnotica è possibile ottenere, oltre all’analgesia, anche l’eliminazione della paura, della preoccupazione, dell’ansia, della tensione in genere associata a situazioni che necessitano di terapie analgesiche o anestetiche. In campo chirurgico-anestesiologico l’ipnosi aumenta la collaborazione del paziente: migliora il periodo post-operatorio aumentando la soglia del dolore, riducendo il bisogno di ipnotici, stimolando una ripresa della funzionalità polmonare, bronchiale e alimentare; facilita l’espletamento delle funzioni fisiologiche; favorisce una deambulazione precoce; innalza il tono dell’umore. È utilizzata pertanto anche in caso di taglio cesareo e di interventi ginecologici.

Durante l’induzione ipnotica si produce nella donna un rilassamento piacevole, una distrazione dell’attenzione, una aspettativa ottimistica con incremento dell’autostima; introducendo poi adeguate suggestioni per ottenere una alterazione della percezione, il sollievo dal dolore risulterà ancora maggiore fino a diventare totale. La mente razionale si alleggerisce sino a liberarsi delle componenti sociali e ansiose del dolore e si afferma, rafforzandosi, la mente emozionale così da far emergere l’imprinting di quelle conoscenze innate che assecondano fisiologicamente l’espletamento del parto.

Il corso di preparazione al parto mediante ipnosi si svolge in 8 sedute di un’ora ciascuna a cadenza settimanale, singole o collettive (max 3 pazienti), negli ultimi due mesi di gestazione.

 

a cura della Dott.ssa M. Maisto
Psicoterapeuta esperta in ipnosi, Milano
Per informazioni: 347 2349206

 

 

 


     
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