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Dr. Rocco Gallicchio

Specialista in Ostetricia e Ginecologia, Esperto in Diagnosi Prenatale,
Direttore Sanitario
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Un decalogo per i genitori

  1. Rispettate i suoi ritmi di fame-sazietà. Aiutato dai genitori, il bambino nei suoi primi anni di vita è in grado di auto-regolarsi. È importante educarlo a mangiare quando ha fame e a non stuzzicare nulla quando non ha realmente appetito. Una sana alternanza dei meccanismi di fame e sazietà deriva da un rapporto sereno con il cibo (e con il mondo esterno!).

  2. Suddividete l’offerta giornaliera di cibo in 5 pasti. Colazione (latte, biscotti o cereali, frutta), spuntino (un frutto o uno yogurt), pranzo (pastina, carne o pesce e verdure), merenda (un frutto o uno yogurt) e cena (pasta condita con verdure al vapore o ricotta magra e prosciutto cotto) sono i 5 appuntamenti fissi e irrinunciabili, per l’adulto come per il bambino.

  3. Adeguate la consistenza dei cibi proposti alle sue capacità di masticazione (a partire dai 2 anni).

  4. Aumentate l’apporto di cibi contenenti fibre non trasformati (frutta, verdura, legumi ecc.).

  5. Provate il “Programma 521”, già adottato con successo in America, che vuole puntare più sullo stile di vita che sulla dieta in senso stretto. 5 sono i pasti della giornata, 2 le ore concesse ogni giorno per televisione, computer e videogame, 1 l’ora di attività fisica consigliata al dì.

  6. Evitate sia di usare il cibo come ricompensa che di obbligare i bambini a mangiare cibi francamente sgraditi.

  7. Il vostro esempio è fondamentale. I genitori sono un filtro tra l’ambiente e il cibo e il bambino imita gli adulti anche a tavola. Attenzione alle cattive abitudini: si imparano in fretta e si fa molta fatica a toglierle!

  8. Fate del pasto un piacere: sapori e colori dei cibi devono essere esaltati. Il bambino deve essere stimolato e invogliato a cambiare, assaggiare, sperimentare. La curiosità è un valore importante per i bambini.

  9. Non fate del cibo una compensazione di qualcos’altro: se il bambino chiede di giocare o di ricevere un po’ di attenzione, non offrite gli del cibo “per farlo stare buono”. Questo lo porterà, in futuro, a cercare nel cibo la risposta ad altri bisogni.
  10. Spetta a voi la decisione sulla qualità del cibo: non è il bambino che decide, ma la mamma, che deve saper scegliere gli alimenti giusti, rispettare gli orari e, perché no, accettare anche piccole trasgressioni.

 

Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana

 

12 gennaio 2008
     
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