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Il decalogo del sonno sicuro e sereno

  1. Presupposti per un buon sonno.
    Allestite la cameretta dei suoi sogni: deve essere una stanza luminosa, senza tende, moquette o tappeti pesanti che trattengono polvere e acari, deve avere superfici facilmente lavabili con acqua e detergenti naturali e pareti verniciate con materiale atossico, meglio se con colori chiari e luminosi.  No alle luci forti e dirette, meglio una luce graduabile attraverso un regolatore di potenza. La camera deve essere adeguatamente riscaldata (ma non troppo) e dotata di un buon umidificatore (senza l’aggiunta di essenze che possono irritare le vie respiratorie del piccolo).

  2. Impostate il suo orologio biologico.
    Tutti i bambini hanno una sorta di orologio biologico che adatta progressivamente i loro bisogni al ritmo biologico di 24 ore. La maggior parte dei bambini riesce a far funzionare questo orologio grazie a semplici buone abitudini e ad alcuni stimoli esterni, come essere un po’ cullato, stendersi nel lettino, ricevere la buona notte. Altri, invece, hanno un orologio un po’ più anarchico che necessita di una maggiore carica. Imparate a conoscere l’orologio di vostro figlio e acquisite i metodi migliori per impostarlo e caricarlo nel migliore dei modi.

  3. Accentuate il contrasto tra giorno e notte.
    Così nel bambino si rafforza l’idea che la luce e il rumore appartengono al giorno e alla veglia, mentre il buio e il silenzio sono tipici della notte e del sonno. Ecco perché è importante durante il giorno, mentre il bambino riposa, non creare un’atmosfera innaturale, oscurando la casa e camminando in punta di piedi.

  4. Sempre lo stesso rituale.
    Create un’ “abitudine affettiva del sonno”, una sorta di rito sempre uguale a se stesso fatto di pappa, bagnetto, giochi e coccole, che preannunci l’attività del dormire. Dedicare un po’ di tempo alle coccole o a un gioco tranquillo gratificherà il bambino e lo rilasserà prima che vada a letto. Meglio se sempre alla stessa ora, tra le 19 e le 20 in inverno, e tra le  20 e le 21 in estate.

  5. L’abitudine del sonno.
    Insegnare un’abitudine vuol dire associare sempre gli stessi elementi esterni a una determinata azione. Nel caso del sonno, i genitori devono individuare degli oggetti che facciano compagnia al piccolo quando è nel suo lettino, come un peluche e dei ciucci. È importante, inoltre, che il bimbo abbia delle cose da vedere se apre gli occhi, come un disegno sulla parete e una giostrina sopra il lettino. Il bambino imparerà così ad associare questi elementi al sonno e li userà per abituarsi a dormire da solo. È anche fondamentale che i genitori non siano presenti quando si addormenta, per non venire considerati parte di questi elementi. Naturalmente finché il bambino è allattato al seno è normale che stia vicino alla sua mamma, ma già dal terzo mese potrebbe dormire da solo.

  6. Non ne vuole sapere? Forse c’è un problema.
    Non sempre succede che i bambini dormano tranquillamente per tutte le ore che il loro organismo richiede. Le ragioni possono essere diverse: problemi di salute, patologie acute come l’otite, oppure associate, come le allergie o l’intolleranza al latte.
    Cercate di comprendere le ragioni del suo pianto e di risolverle. Come? Andando per esclusione.
    Il neonato piange perché ha fame o vuole essere cambiato, per il fastidio creato dal rumore, dalle luci troppo intense, dal troppo calore o perché ha freddo. Esiste un alfabeto del pianto, dato dall’intensità, dal ritmo e dalla posizione che il bambino assume. Cercate di interpretare il suo disagio e tentate di risolverlo, probabilmente dopo si addormenterà da solo.

  7. E se non vuole proprio smettere di piangere…
    Provate con la musica, e con tutto ciò che ha un ritmo, perché ricorda il battito cardiaco della mamma; persino il rumore costante della lavatrice o dell’aspirapolvere può aiutare. Coccolatelo, perché il contatto fisico è la cosa che lo rassicura maggiormente. Tenetelo con la testa appoggiata alla vostra spalla o nella posizione a marsupio, stretto al seno. Fategli cambiare ambiente: basta una passeggiata (magari in macchina). Attaccatelo al seno, la suzione è un movimento ritmico che tranquillizza; quindi concedetegli una poppata in più o un cucchiaino con un po’ di zucchero diluito in acqua.

  8. Cercate di essere riposate e tranquille.
    È normale: basta una nottata in bianco per essere irritabili e nervosi il giorno dopo. Ma una mamma esaurita e stressata non aiuta di certo il suo piccolo a rilassarsi. Quindi è importante che voi facciate un lavoro su voi stesse, prima ancora che sul vostro bambino. Non preoccupatevi di tenere tutto sotto controllo da sole, gestendo bambino, casa e magari anche un lavoro; fatevi aiutare dalla vostra famiglia tutte le volte che potete, usate tutti i momenti in cui il bambino dorme per riposare anche voi; cercate di ricavare degli spazi per voi stesse, facendo shopping, vedendo le amiche o andando in palestra. Se sentite proprio di non farcela, rivolgetevi a una persona di fiducia, come il vostro medico o l’ostetrica che vi ha seguito.

  9. Precauzioni contro il rischio della morte in culla.
    La sindrome della morte improvvisa (SIDS), chiamata anche “morte in culla” o “morte bianca”, è la morte improvvisa, inaspettata e senza alcuna ragione apparente di un lattante sotto l’anno di vita.  Sfortunatamente le cause non sono ancora completamente note, tuttavia il rischio di SIDS si riduce del 50% se si mettono in atto alcune disposizioni: mettete a dormire vostro figlio sempre a pancia in su; non fumate dove vive il bambino; non fatelo dormire in una stanza molto riscaldata (non più di 20°C); non copritelo eccessivamente e lasciategli scoperto il capo mentre dorme; tenete la culla del bambino nella vostra stanza, purché areata, per i primi 6 mesi; scegliete materassi rigidi e lasciatelo dormire senza cuscino; utilizzate coperte leggere e non piumoni; non mettetelo a dormire nel vostro letto e non lasciate che si addormenti sui cuscini del divano. È importante che la culla sia abbastanza ampia da consentire al piccolo di muoversi liberamente, senza avere la sensazione di soffocare, ma assicuratevi che non vi siano spazi vuoti tra il materasso e le sponde. Quando poi passerà al lettino, fate in modo che abbia sponde alte (almeno 6 cm) e non troppo distanti tra loro (non più di 6 cm).

  10. Imparate a conoscere il vostro piccolo.
    Ogni bambino è diverso dagli altri, persino dai suoi stessi fratelli. Imparare a conoscere i suoi ritmi, le sue esigenze, le sue necessità, vi aiuterà a riconoscere il metodo giusto per rilassarlo e favorire così un buon sonno. Usando l’istinto e il buon senso ogni genitore troverà il rito della buona notte migliore per sé e per il suo piccolo.

 

a cura di Roberta Camisasca

 

 

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