la gravidanza la nascita donna e mamma il bambino da 0 a 12 mesi il bambino da 1 a 3 anni imiobabyTV
Dedicato al papa'

Gli altri speciali

Lo screening delle malattie cromosomiche in gravidanza
video Dr. Rocco Gallicchio

Video-intervista al
Dr. Rocco Gallicchio

Specialista in Ostetricia e Ginecologia, Esperto in Diagnosi Prenatale,
Direttore Sanitario
Buonarroti Medical Center Milano


Buonarroti Medical Center
Calcola la data del parto Calcola la data del parto Le curve di crescita del neonato Le curve di crescita del neonato
Le curve di crescita prenatale Le curve di crescita prenatali L'agenda mamma e bambino L'agenda mamma e bambino
Calcola la lunghezza del feto Calcola la lunghezza del feto La grafia dei nove mesi La grafia dei nove mesi
Calcola il tuo aumento di peso Calcola il tuo aumento di peso Cosa dicono i suoi disegni Cosa dicono i suoi disegni

Inserisci un nome...

e scopri il suo significato »

Nascere

Rassegna scientifica

In questo numero:
Prendersi cura di ciò che ci stà a cuore »

archivio
premio www     DonnaClick
partecipa al sondaggio
Il concepimento

Un figlio si decide in due. Così dovrebbe essere, giusto? Così è sempre stato e sarà, almeno fino a quando il progresso scientifico non ci trasformerà tutti in tante pecore Dolly, belanti cloni di noi stessi, e da nostalgici sdentati ricorderemo quanto bella fosse la biodiversità e quella magica miscela di geni, imprimatur stesso dell'amore tra due persone.

Tradizionalmente, quando si parla di mettere al mondo un bambino, sono le future mamme a spingere di più verso questa scelta, forti di una "propensione alla maternità" che alle donne viene inculcata sin dai primi anni di vita. Le bambine giocano coi Cicciobello, i bambini a fare la guerra...poi ci si lamenta di quel che faranno da grandi ;-)
Nei futuri papà, quindi, la naturale - oserei dire genetica - propensione alla continuazione della specie - più prosaicamente il desiderio di avere un figlio dalla donna che si ama, passa spesso in secondo piano, rimanendo sepolta nell'inconscio, con la complicità di un modello di uomo che vedrebbe la sua intera esistenza realizzata solo nel successo e nel lavoro, come un mulo che gira all'infinito legato alla macina della produzione.

Prima o poi, fortunatamente, l'orologio biologico si risveglia, esplode in tutta la sua vitalità e comincia incessantemente a martellare i "mariti" sussurrando prima, gridando poi, che forse è giunta l'ora di diventare "padri". Senza i condizionamenti della società, questa pulsione naturale si farebbe sentire ben più forte e ben prima, altrettanto propulsiva come nel caso del sesso femminile.
D'altro canto, diventare padri significa, inconsciamente, entrare nel mondo degli "adulti" e la cosa spaventa l'uomo moderno, più preoccupato ad apparire sempre giovane e ragazzino che a mostrarsi liberamente per quel che si è e per l'età che si ha. La società non aiuta molto da questo punto di vista, se si tiene conto dei modelli maschili che vengono proposti dai media e dalla pubblicità: eterni giovani, con spider fiammante al seguito, grande appeal sulle donne, capelli (tanti) al vento e fisici da Sbronzi di Riace (l'alcool è un altro status symbol dell'uomo vero).
Sembrerebbe che, una volta presa la decisione di diventare padri, si debba rinunciare a tutto questo, trasformandosi da radiosi ed aitanti adoni in imbolsiti e sciatti omuncoli calvi sopraffatti dai pannolini da cambiare, dai passeggini da spingere, ridotti a vere e proprie ombre di se stessi, alle dipendenze, oltre che del proprio capoufficio, di madre e prole che chiedono sempre di più, più denaro, più tempo libero, più attenzioni, più vita.

Ebbene, udite udite, le cose non stanno esattamente in questi termini. Nel corso di questi appuntamenti cercherò di convincervi che esistono molte vie d'uscita all'abbrutimento che i vostri amici vi avevano prospettato. Paradossalmente, l'abbrutimento si abbatterà su di loro molto più rapidamente e con esiti ben più devastanti di quanto avessero prospettato per voi.
È solo questione di tempo, ma la biologia si prenderà la sua rivincita sulla pubblicità.

Si parlava di "spinta alla paternità", tanto per sottolineare il fatto che ci sia davvero bisogno di una SPINTA per prendere certe decisioni. Tale spinta, quando la si avverte, è bene chiarire che è tutto tranne che razionale. Non tentate di opporre resistenza, si tratta di un bisogno interiore di completamento, di dare forma all'amore per la propria donna e per la vita stessa. È, in definitiva, un bisogno di dare amore. Infatti, non occorre dimenticarsi mai che l'amore SI MOLTIPLICA e NON SI DIVIDE per cui il figlio (o i figli) sono la valvola naturale di sfogo di questa necessità di moltiplicare i propri sentimenti e di trasmettere la vita.

Bene, fin qui la poesia. Poi, una volta che la decisione è presa e che l'attesa dei primi test di gravidanza porta finalmente il risultato sperato, il futuro papà viene messo tristemente da parte, come se avesse esaurito il suo ruolo primario (o secondario, a seconda dei punti di vista). Ma questo è già argomento per una prossima puntata ...meno poetica.

Lucio Cadeddu
L�angolo del pap�
Vuoi inviare un quesito al nostro "esperto" pap�?
Clicca qui
 
2015© ILMIOBABY.COM SRL - TUTTI I DIRITTI D'AUTORE RISERVATI