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 Per la neo-mamma

 

Puerperio: così ritrovi te stessa

Gravidanza e puerperio sono momenti delicatissimi nella vita di una donna. Ansie, stanchezza, stress e paure sono dietro l’angolo. Come tenere a bada queste sensazioni e tirare fuori l’energia, la forza e il coraggio necessari per affrontare questo periodo così impegnativo? «È importante che la mamma, soprattutto dopo il parto, manifesti apertamente le sue sensazioni condividendole con chi le sta accanto», spiega il dottor Fabio Diana, specialista in Medicina Interna e Medicina dello sport, esperto nel campo delle terapie naturali. «Di colpo la donna si trova a dover far fronte a compiti e responsabilità finora a lei sconosciuti, nonché molto gravosi e destabilizzanti. E non dimentichiamo che deve sostenere tutto ciò in un momento in cui si può trovare probabilmente più spossata  e debilitata». 

Che fare dunque per accelerare la ripresa? «Dopo il parto, per tenere sotto controllo la condizione psico-fisica della neo-mamma, in caso di stanchezza non motivata, è bene eseguire degli esami del sangue, al fine di verificare un’eventuale presenza di anemia o di disfunzioni tiroidee», continua il dottor Diana. «Fondamentale, naturalmente, il riposo. I ritmi sonno-veglia di una neo-mamma sono decisamente scombussolati, per via delle necessità nutrizionali, e non solo, del bebè. Ma già durante la gravidanza la donna può avere dei problemi ad addormentarsi. Per questo consiglio di ridurre l’assunzione di stimolanti nella seconda parte della giornata (non solo caffè e tè ma anche zuccheri e proteine animali); al contrario gli Omega-3 contenuti nel pesce e i cibi leggeri e facilmente digeribili conciliano il sonno e favoriscono un buon riposo. Anche una passeggiata o un’attività sportiva leggera aiutano in questo senso, perché scaricano le tensioni e aiutano a rilassarsi. Preferire un buon libro alla televisione.
Parlando di riposo, è importante fare una precisazione: non è tanto grave, per l’equilibrio psico-fisico di una persona, perdere qualche ora di sonno, ma è la tensione generata dalla percezione di non aver riposato che va a incidere sull’emotività e sul rendimento della persona stessa. Un’integrazione di melatonina può aiutare a prendere sonno, così come il magnesio e alcune piante quali il tiglio, la melissa, la passiflora o la comunissima camomilla. Una tisana serale a base di queste erbe spesso è sufficiente per coadiuvare il sonno, anche grazie all’azione benefica dell’acqua calda, magari con l’aggiunta di un filo di miele. In caso di persistenza del problema un medico esperto del campo può fornire l'integratore più adatto, in rapporto alla persona e al tipo di insonnia. Gli integratori vanno comunque sempre assunti in gravidanza e allattamento sotto controllo medico».

E a tavola quali sono gli accorgimenti per ottimizzare il rendimento fisico della mamma e assistere al meglio il proprio piccolo? «Naturalmente bisognerà bilanciare il più possibile l’apporto dei vari nutrienti, proteine, carboidrati e lipidi: non dimentichiamo infatti che lo stress è un fenomeno che coinvolge tanto la mente quanto il fisico, è l’alterazione di un equilibrio che va ripristinato, anche e soprattutto con la dieta. E se questo non dovesse bastare, dobbiamo fornire eventuali sostanze di cui l'organismo può essere carente  (ferro, magnesio, arginina) o ci si può affidare alle cosiddette sostanze adattogene, sostanze che, aumentando le capacità di adattamento del singolo individuo, gli permettono di recuperare un equilibrio ottimale e migliorare il suo rendimento. Quali sono? In particolare  l’eleuterococco o la rodiola. Da prendere sempre sotto controllo medico».

Ma tutto questo non serve se alla base non c’è uno sforzo psicologico da parte della mamma. «È vero», precisa il naturopata, «dopo la nascita di un figlio le responsabilità e i pensieri aumentano, ogni piccola preoccupazione si ingigantisce e i compiti e le mansioni da sbrigare sembrano non finire mai. È fondamentale per la neo-mamma convincersi che non si è onnipotenti, accettando gli aiuti che vengono offerti senza inutili sensi di colpa: acconsentire a essere aiutati non significa essere al di sotto delle proprie capacità, ma solo ammettere che non si può controllare tutto. E per quanto riguarda i consigli, attenzione: mamme, sorelle e amiche sono preziose dispensatrici di consigli e sagge portatrici di esperienze, ma fino a un certo punto; il rischio è di sentirsi un po’ schiacciati da continue ingerenze e di venire confusi da troppi pareri diversi. Quindi: ascoltare  i consigli, seguire solo quelli buoni. E soprattutto: avere un  medico di fiducia come riferimento per tutta la gravidanza e il puerperio».

E contro quel nemico tanto temuto delle neo-mamme chiamato depressione post-partum, che si può fare? «Se tutto quello detto finora in merito a dieta, moto, sonno e integratori è già un valido scudo contro la depressione, un altro aiuto fondamentale per l’umore nero e la tristezza tipici del post-partum è il sole, quindi una bella passeggiata all’aria aperta tutti i giorni, può aiutare, almeno in parte, a ritrovare il sorriso. A tavola vanno privilegiati gli acidi grassi Omega-3, utili per contrastare gli sbalzi di umore e per rendere le membrane cellulari del sistema nervoso più elastiche e quindi più sensibili ai neurotrasmettitori. Via libera quindi al pesce (almeno tre volte alla settimana) da integrare, se necessario, con un supplemento di olio di pesce. Per quanto riguarda la fitoterapia, iperico e griffonia sono validi aiuti, da prendere sempre dopo aver sentito il parere del medico, che ne attesterà la compatibilità con l’allattamento».

Non dimentichiamoci del papà, che rimane pur sempre un compagno bisognoso di attenzione e affetto da parte della propria partner. «Il post-partum è un momento delicato anche per la coppia: è importante che i neo-genitori mantengano vivi gli spazi dedicati a loro, magari delegando la custodia del piccolo a qualche parente, e che si prendano cura di loro stessi e del loro benessere, per far sì che questa esperienza di genitori sia un arricchimento della loro vita, e non un motivo di crisi. A questo scopo è utile che i compiti relativi al bebè e alla casa vengano equamente divisi tra mamma e papà e che la donna preservi degli spazi e dei momenti di libertà solo per lei. Questo la aiuta anche a superare l’ansia di non avere sempre tutto sotto il suo controllo».

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Gennaio 2008

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